• Home
Domenica, 01 Gennaio 2012 09:37

Qualcosa di straordinario

Informazioni aggiuntive

  • Sinossi:

     “Buonasera. Il tempo e le speranze stanno esaurendosi per le tre balene grigie della California intrappolate da diversi giorni sotto il ghiaccio al largo delle coste dell’Alaska”.
     Tom Brokaw, NBC Nightly News, Ottobre 1988


    Il cronista locale Adam Carlson non vede l’ora di lasciare la sua provincia situata sulla punta settentrionale dell’Alaska, per nuove opportunità lavorative. Ma proprio quando il futuro della sua carriera è incerto, ecco che gli si presenta una grande opportunità. Tra un magnate del petrolio, capi di Stato e giornalisti affamati di notizie giunti fino al gelido avamposto per cogliere la magia del sole a mezzanotte, la persona che preoccupa maggiormente Adam è Rachel Kramer che non solo è un’ambientalista entusiasta, ma è anche la sua ex fidanzata. Adam sta per andarsene quando giunge la notizia che tre balene sono rimaste intrappolate sotto i ghiacci e la loro sopravvivenza è legata a una veloce liberazione.

    Con poco tempo a disposizione Rachel, Adam e Nathan, un ragazzo nativo dell’Alaska di 11 anni - il tramite con la popolazione e la cultura del loco – devono organizzare un’improbabile coalizione fatta di gente locale, compagnie petrolifere, militari Russi ed Americani che accantonano le loro divergenze per puntare verso un obiettivo comune: la liberazione delle balene in tempi da record. Così da un lato la popolazione locale tenta freneticamente di forare e rompere chilometri di ghiaccio, dall’altro lato una rompighiaccio sovietica spinge le lastre ghiacciate verso l’entroterra, per riuscire a spostarle di almeno quattro miglia. Se miracolosamente l’impresa dovesse riuscire, le balene intrappolate verranno liberate ad una distanza di sicurezza in mare aperto, e potranno finalmente iniziare la loro migrazione annuale di 5000 miglia.

    In un momento in cui l’attenzione del mondo si rivolge a nord per due settimane, salvare questi animali in pericolo diventa una causa comune per nazioni normalmente schierate una contro l’altra, verso un’inaspettata momentanea interruzione della Guerra Fredda.
    Il film è basato su una storia vera.

  • Genere: avventuroso
  • Regia: Ken Kwapis
  • Titolo Originale: Big Miracle
  • Distribuzione: Universal Pictures
  • Produzione: Working Title/Anonymous Content
  • Data di uscita al cinema: 24 febbraio 2012
  • Durata: 107’
  • Sceneggiatura: Jack Amiel & Michael Bebler, Thomas Rose
  • Direttore della Fotografia: John Bailey, ASC
  • Montaggio: Cara Silverman, ACE
  • Scenografia: Nelson Coates
  • Costumi: Shay Cunliffe
  • Attori: Drew Barrymore, John Krasinski, Kristel Bell, Dermont Mulroney, Tim Blake Nelson, Vinessa Shaw
  • Destinatari: Scuole di ogni Ordine e Grado
  • Approfondimenti:

    I Cirripadi e gli altri:
    Immaginando le Balene

    Forse la sfida più grande da affrontare per Qualcosa di Straordinario è stata affrontare migliaia di chilometri in Nuova Zelanda durante la pre-produzione. All’interno dei laboratori
    di Glasshammer Visual Effects ad Auckland, sono stati progettati e costruiti tre importanti protagonisti. La richiesta alla Glasshammer è stata quella di creare meticolosamente tre burattini di balene grigie della California che gli sceneggiatori hanno ribattezzato come Fred, Wilma e Bamm-Bamm. Ai maghi degli effetti speciali in Nuova Zelanda JUSTIN BUCKINGHAM e MIKE LATHAM fu assegnato il compito di realizzare l’illusione centrale del film: fare in modo che le balene grigie della California sembrassero il più reale possibile sullo schermo. La società di Buckingham, Glasshammer, aveva già creato le balene nel 2002 per il blockbuster La Ragazza delle Balene, lavoro che ha catturato l'attenzione dei cineasti.
    “La mia società ha realizzato le balene grigie”; dice Buckingam, “E Mike si è occupato dell’animatronica, della robotica e dell’idraulica”. L’ordine per la realizzazione l’ho ricevuto
    telefonicamente, e la cosa mi ha da subito molto entusiasmato”. E’ stato soprattutto Kwapis ad avere bene in mente l’idea più realistica della balena. “Avevamo bisogno che le
    balene sembrassero più vere possibile” dice il regista, “ed ho voluto fornire agli attori qualcosa di tangibile con il quale interagire. Abbiamo studiato ed analizzato vari filmati di repertorio di balene intrappolate per capire come hanno reagito. Non abbiamo voluto peccare di antropomorfismo, ma le abbiamo volute caratterizzare ognuna, così durante il film lo spettatore può distinguerle come i personaggi stessi. Le balene grigie al tatto sono
    ruvide a tratti nodulose: caratteristica che le rende ancora più particolari”.
    Un requisito fondamentale è stato l’allestimento di una piscina all’interno della quale le balene potessero muoversi liberamente, tutto in maniera credibile. “Abbiamo allestito un campo di ghiaccio sul set, completo di un serbatoio d’acqua sotterranea per le balene animate” aggiunge Kwapis. “Le balene animatroniche erano in grado si salire in superficie
    in ogni angolo della piscina, e in qualsiasi ordine. Sono frutto di vera prodezza ingengeristica, ed hanno funzionato alla perfezione”.
    Le balene avevano un aspetto praticamente identico a quelle del 1988, complete di lepadi,
    cicatrici ed altro ancora. Buckingham conferma: “Abbiamo visionato tante notizie e filmati dell’evento, nonché analizzato l’aspetto ed i movimenti delle creature. Una volta approfondita la parte teorica, siamo passati alla pratica, la realizzazione delle balene”.
    Per due delle balene, Buckingham e Latham hanno concepito una piattaforma mobile sottomarina che permetteva il movimento indipendente delle balene in modo intercambiabile. Le parti idrauliche sono state collegate ad una vicina piattaforma, non visibile nelle riprese. Burkingham ha realizzato l’estetica delle balene, mentre Latham si è
    occupato della creazione della parte elettrica interna. “La parte più difficile è stata la realizzazione di apparecchiature che non si congelassero, o che non si compromettessero
    per la lunga permanenza giornaliera in acqua”, dice Buckingham, “Per questo ho dovuto impiegare materiali che avrebbero resistito per l’intera durata delle riprese”.
    L’assemblaggio di tutto il materiale è durato 4 mesi, ed è culminato con la navigazione nell’Oceano Pacifico, dalla Nuova Zelanda ad Anchorage. “Dopo averli testati in Nuova Zelanda, abbiamo imballato le tre balene in containers e le abbiamo spedite in Alaska” dice Latham. “Abbiamo solo sperato che arrivassero integre, e così è andata. una volta lì,
    abbiamo preparato il set facendo i buchi per le balene sul ghiaccio, e posizionato le nostre
    attrezzature in acqua per la prima volta. Devo dire che quando le balene hanno fatto la loro apparizione erano davvero splendide”. John Pingayak , nativo d’Alaska nonché baleniere da una vita, ha subito preso confidenza con i pupazzi delle balene, agevolando la sua interpretazione. “Quando ho visto quelle balene” dice Pingayak, "mi sentivo a mio agio per la prima volta davanti alla macchina da ripresa. Fred, Wilma e Bamm-Bamm erano incredibilmente realistici". Vedere per la prima volta le balene in azione ha emozionato anche il resto del cast e la troupe, molti dei quali non si aspettavano una tale somiglianza alla realtà. Conferma Krasinski: “La prima volta che ho visto le balene sono rimasto molto colpito. Sono state create davvero bene; sono come delle opere d’arte. Rappresentano il cuore e l’anima del film”.
    “L’unica volta che ho avuto un’esperienza analoga, è stata per E.T – L’Extraterrestre”, aggiunge la Barrymore. “Potevo lavorare con qualcosa di tangibile, qualcosa che sembrava reale, qualcosa con cui ho avuto chimica ed un’interazione insostituibile. Ti trovi
    sul ghiaccio, tocchi queste balene e non c’è nulla che ti possa far pensare che siano false,
    ero così emozionata perché erano veramente meravigliose”.
    Giunto il momento di girare la scena in cui lei nuota con le balene, la Barrymore ha indossato una muta e si è immersa. Durante una giornata piovosa, ha girato una scena immersa in una vasca presso l’Alaska SeaLife Center, vicino Steward. “Non mi rendevo conto di quanto l’acqua sarebbe stata fredda”, ricorda l’attrice. “Quando ti immergi nell’acqua a -40°, malgrado indossassi una muta, ho avuto la sensazione che dei coltelli mi colpissero la testa, come se mi si congelasse il cervello. Ma volevo che Ken cogliesse comunque quel momento, era importante per il film. C’è un’energia diversa quando la
    scena è reale”.

    Ricostruire il 1988:
    Luoghi e Design

    Dopo aver posizionato le balene, con il tempo favorevole, ad Anchorage si decise di iniziare a costruire il set. La prima parte dei lavori si è svolta in luoghi piccoli, come appartamenti o uffici per dar modo alla produzione di completare la spianata di ghiaccio a Barrow che diventerà poi la location definitiva, ed in cui sarà ben accetto il clima freddo e nevoso.
    Le Riprese in Alaska
    Kwapis ha voluto fortemente che le riprese del film avvenissero in Alaska, uno stato poco scelto come location per film importanti. Con i suoi incentivi economici e le agevolazioni territoriali, poteva competere finanziariamente con i più importanti centri di produzione, come tutti i territori del Canada ed il Pacifico del nord ovest. “Qualcosa di Straordinario” è probabilmente la più grande produzione cinematografica girata interamente in Alaska” afferma Kwapis. “In vari fasi di realizzazione ci siamo tutti resi conto di varcare territori inesplorati. Un regista di solito sceglie un luogo per l’estetica. Ho insistito per girare in Alaska per un altro motivo: la gente. E’ stato insolito convincere la Universal riguardo la nostra richiesta di andare in Alaska e scegliere le comparse più idonee, ma d’altronde era un fattore determinante per la credibilità del film. I volti che appaiono sullo schermo devono essere quelli giusti. Non è possibile trovare la gente Inuit dell'Alaska da nessun’altra parte se non in Alaska, ed i loro volti sono tra le immagini più belle del film".
    La visione del regista è stata condivisa dal team di produzione, che ha sostenuto la sua decisione di eseguire le riprese nella vivace città di Anchorage. Aggiunge Sugar: “Cosa ci si guadagna dalle riprese in Alaska piuttosto che all’interno di uno studio cinematografico, è la sensazione di essere in un altro mondo. Ken giustamente ha optato per l’Alaska, in particolare per la città di Anchorage, che si è rivelata essere una partner meravigliosa per noi”.
    Mentre qualsiasi produzione mira ad essere fedele alla realtà, girare a Barrow, cioè a un centinaio di miglia a nord di Anchorage, era impossibile. Anchorage, invece è una moderna città di 300.000 abitanti, situata sulla costa centro-meridionale dell'Alaska, si trova nella cosiddetta "banana belt " per le sue temperature relativamente miti. Spiega Kwapis: "La città di Barrow non poteva ospitare un gran numero di persone della troupe, perciò non è mai stata presa in considerazione. Ed inoltre è terribilmente fredda. Anchorage rappresentava la scelta migliore".
    In primo luogo bisognava trovare un punto adatto per costruire il set di Barrow ad Anchorage, città circondata da catene montuose. Purtroppo non c'erano molte alternative, in quanto sono pochissimi i luoghi ove si può guardare verso l’orizzonte senza scorgere le montagne. Dopo un paio di sopralluoghi che si sono poi rivelati inaccessibili o inadatti per posizionare le attrezzature, la squadra si stabilì in una zona adiacente al centro di Anchorage vicino a delle zone fangose. Questa posizione ha dato loro un orizzonte piuttosto libero dove procedere. Quel terreno, vicino alla ferrovia ai piedi di un pendio nei pressi del porto di Anchorage, ha fornito non solo lo spazio per allestire il campo di ghiaccio di Barrow e porzioni della stessa città, ma anche una zona deposito per le attrezzature. “Avevamo bisogno di una visuale aperta sull’acqua, un luogo che avesse una chiara linea dell’orizzonte”, dice lo scenografo Nelson Coates. “Avevamo anche bisogno di
    spazio sufficiente per scavare i buchi per far respirare le balene che, per motivi di sicurezza, dovevano essere più grandi della sagoma”.
    Quando la troupe ha iniziato gli scavi, Coates e la sua squadra hanno trovato qualcosa di inaspettato: i detriti del terremoto che nel 1964 aveva devastato la città di Anchorage. “A quanto pare la città aveva utilizzato la zona per lo stoccaggio con i bulldozer dei resti del disastro del 1964”, dice lo scenografo. “Abbiamo rinvenuto cose come materassi, serbatoi di benzina, binari e legname; dovevamo fare molta attenzione a dove si scavava”.

    Verso il Mare
    Gli effetti speciali ed effetti visivi

    Riprodurre la cittadina di Barrow ad Anchorage e ricostruire la scena delle balene intrappolate ha richiesto al team di Kwapis una grande quantità di magia visiva. Ci sono voluti un esercito di abili artisti per gli effetti speciali e gli effetti visivi per perfezionare l’aspetto del risultato finale.
    Effetti speciali del Circolo Polare Artico 
    Il coordinatore per gli effetti speciali JOHN CAZIN ha contribuito a supervisionare la costruzione della cavità in cui sarebbero poi stati creati i fori di respirazione per le balene.
    Essendo vicine alla costa, bisognava creare una base solida, mentre l’acqua doveva essere pompata fuori dal terreno. “E’ stato un lavoro difficile per la squadra”, dice Cazin.
    “Abbiamo dovuto pompare fuori tutte le acque sotterranee, calare i serbatoi, cementare le pareti ed allestire un sistema di filtraggio per mantenere l’acqua pulita. Ciò che necessitava di mesi di preparazione l’abbiamo fatto in poche settimane. Era sostanzialmente una piscina di 125.000 galloni”.
    Intorno al foro per la respirazione c’era lo strato di ghiaccio stesso, coperto da uno strato sottile e permanente di ghiaccio che doveva essere spesso reintegrato a causa delle temperature più miti autunnali di Anchorage. “La temperatura media ad Anchorage nel mese di ottobre è di 37 gradi”, dice Coates. “Ciò significava che non potevamo mantenere il ghiaccio voluto. Perciò abbiamo usato vari materiali per creare un aspetto permanente ghiacciato. Abbiamo utilizzato come base una plastica bianca come quella che si usa per i campi di calcio, poi l’abbiamo ricoperta con sale marino, pezzi di carta e ghiaccio sminuzzato. Il fatto di aver girato le scene per alcuni mesi, ci ha dato la possibilità di mantenere un aspetto bianco che ha retto per tutta la durata della produzione”.
    Il reparto degli effetti speciali di Cazin si è anche occupato della produzione continua del ghiaccio e della neve durante le riprese. Ogni giorno la squadra con un camion gigantesco per l’innevamento ha triturato grandi quantità di blocchi di ghiaccio e sparsi uniformemente sul set di ghiaccio con un tubo. “Abbiamo effettivamente avuto problemi a trovare un blocco di ghiaccio ad Anchorage”, dice ridendo il supervisore SFX. "Così ci siamo dovuti rivolgere a Fairbanks, fino a quando i nostri fornitori di Anchorage hanno riorganizzato i propri impianti di produzione di ghiaccio per ottenerne un blocco. E’ stato così strano dover fare la neve in Alaska!”
    Siccome le balene durante il movimento necessitano di vari fori per la respirazione in superficie in mare aperto, un solo buco sarebbe stato necessario per tenerle in vita. La squadra ha optato per una soluzione: “Decidemmo di fare dei coperchi di diverse dimensioni per il foro” dice Coates. “In questo modo abbiamo usato lo stesso foro per tutte le scene della balena, utilizzando solo le piccole aperture. Poiché il campo di ghiaccio è rimasto lo stesso, ha avuto un senso e ci ha salvato da un sacco di ulteriori costruzioni e da angolazioni della telecamera da mal di testa”.
    Effetti Visivi di Barrow, Alaska
    Fare delle riprese su un campo ghiacciato necessita di un orizzonte privo di ostruzioni. Dal momento che solo circa il 50 per cento della superficie per le riprese ha avuto una chiara linea dell'orizzonte, sono stati posizionati dei teloni bianchi e degli schermi verdi durante tutta la produzione, per dar vita in un secondo momento alle immagini digitali. Questo ha dato l'aspetto della tundra infinita ed ha dato alle telecamere di John Bailey maggiore versatilità di movimento. Siccome Barrow ha una linea dell’orizzonte di 50 miglia, il supervisore degli effetti visivi John Heller ha avuto la necessità di usare degli sfondi girati
    altrove da inserire all’interno del film. "Abbiamo utilizzato la stessa videocamera e fatto delle riprese in posti simili a Barrow che potrebbero corrispondere", spiega Heller. "Abbiamo usato dei colori sbiaditi come base e poi ho delineato delle immagini che riproducono la tundra e l’oceano ghiacciato di Barrow." Questa tecnica è stata utile anche per riprodurre la città di Barrow. Coates ha costruito solo pochi edifici e facciate, tra cui un ristorante ed un hotel, che può essere ripreso in molte angolature al fine di creare l’illusione di una città molto più grande”. Abbiamo deciso di ricreare un blocco e mezzo di Agvik Street al centro di Barrow all’epoca del 1988”, dice Coates. “C’è una facciata del World Hotel esattamente come appariva, con le sue 42 camere. Accanto abbiamo ricostruito il ristorante messicano Amigo’s, al posto dell’originale Pepe’s di Barrow. Le abbiamo riprodotte sia nei colori che nello stile. Molti degli edifici di Barrow erano dei prefabbricati, portati in città dalle chiatte, perché non esiste alcun legname lì. Inoltre non si costruisce bene nella tundra, perciò molte costruzioni di Barrow sono modulari. Abbiamo costruito l’intero set da un’angolazione che ci permetteva facilmente le riprese degli edifici e sullo sfondo una linea infinita dell’orizzonte. E tutto questo ai piedi di una collina a soli due minuti dal centro di Anchorage”.

    Universal Pictures presenta una produzione Working Title/Anonymous Content ; un film di Ken Kwapis: Drew Barrymore John Krasinski in Qualcosa di Straordinario, con Kristen Bell, Dermot Mulropney, Tim Blake Nelson, Vinessa Shaw e Ted Danson. Musica di Cliff Eidelman; costume di Shay Cunliffe. Montaggio di Cara Silverman, ACE; sceneggiatura di Nelson Coates. Direttore della Fotografia John Bailey, ASC. Produttore Esecutivo dell’avventura di salvataggio Liza Chasin, Debra Hayward, Stuart Besser, Paul Green.
    Qualcosa di Straordinario è prodotto da Tim Bevan, Eric Fellner, Steve Golin, Michael Sugar. Il film è tratto dal libro “Freeing The Whales” di Thomas Rose, sceneggiatura di Jack Amiel e Michael Begler. Regia di Ken Kwapis.



    Le balene
    Ricerche a cura di Agiscuola
    Le balene sono i più grandi mammiferi marini e le più grandi creature viventi: possono raggiungere i 25 metri di lunghezza e il peso di 100 tonnellate, come la balena azzurra.
    Si sono adattate all’ambiente marino con la perdita degli arti posteriori e la trasformazione di quelli anteriori in coda che, a differenza che nei pesci, è orizzontale. La pelle è piuttosto sottile ma copre uno strato adiposo eccezionalmente spesso che assicura un perfetto isolamento termico e un abbondante riserva di energia per i digiuni prolungati. Devono venire alla superficie per respirare. E’ allora che, con il caratteristico getto, espellano dallo sfiatatoio sulla testa l’aria contenuta nei polmoni e l’acqua di condensa, formatasi nelle vie aeree superiori.
    Alcune balene sono provviste di denti forti, in un numero che varia da 2 a 206. Sono le balene dentate o Odontoceti. Le altre balene sono Misticeti. Al posto dei denti hanno delle formazioni cornee sfrangiate, chiamate fanoni, che funzionano da filtri e trattengono i piccoli organismi fluttuanti nell’acqua, come il Krill, del quale le balene si nutrono.
    Le balene durante l’inverno scendono a sud verso latitudini più temperate, per riprodursi. La femmina dà alla luce un piccolo ogni due o tre anni, dopo una gestazione che varia da 10 a 16 mesi. A differenza degli altri mammiferi, il parto avviene con l’espulsione prima della coda e poi della testa del neonato, per evitare che anneghi; viene subito portato alla superficie per respirare. Allattato per 6-12 mesi, raggiunge la maturità sessuale tra i 3 e gli 8 anni di età: molto precocemente, se si considera che la vita media di questi cetacei si aggira intorno ai 100 anni !
    Poiché le balene migrano, la loro alimentazione varia con i luoghi in cui si trovano. In inverno, quando scendono a sud, sfruttano prevalentemente il loro grasso di riserva. Durante l’estate fanno invece ritorno all’oceano Artico, dove trovano una grande ricchezza di cibo. Le balene dentate si nutrono del Krill, dei calamari e dei pesci. Le balene con i fanoni sfruttano invece unicamente il Krill.
    Le balene non sono animali solitari. Si uniscono spesso in piccoli gruppi, guidati da un maschio adulto, nei quali hanno un comportamento sociale e cooperativo per la ricerca del cibo, la felicitazione dell’accoppiamento e del parto e la protezione degli individui giovani o malati. E’ accertato che le balene comunicano tra loro, emettendo suoni dalle sacche nasali sotto lo sfiatatoio e a volte emergendo dall’acqua e battendo le pinne.
    Ogni anno, almeno otto specie di balene raggiungono le acque dell’oceano Artico. Tra le balene dentate, le più numerose sono il capodoglio e l’orca grande predatrice anche tra I suoi simili. Tra le balene con i fanoni sono più comuni la balenottera azzurra, la balenottera comune, la balenottera boreale, la balenottera minore, la megattera e la balena franca australe.
    Nella Penisola Antartica è stata scoperta la mandibola fossile del più antico cetaceo che abitava quelle acque. Lunga 60 centimetri, la mandibola apparteneva a una creatura che poteva raggiungere i sei metri di lunghezza, aveva una bocca munita di denti con cui divorava pinguini giganti, squali e grandi pesci, i cui resti sono stati trovati accanto alla mandibola.
    L'antico cetaceo solcava le acque polari durante l'Eocene, circa 49 milioni di anni fa; la sua datazione suggerisce che i cetacei, totalmente acquatici, si siano evoluti dai mammiferi loro antenati più rapidamente di quanto si ritenesse finora, secondo il paleozoologo Thomas Mörs, del Museo svedese di Storia Naturale.
    Infatti, basandosi su fossili di mammiferi semiacquatici simili a cetacei risalenti a 53 milioni di anni fa, gli studiosi finora ritenevano che l'evoluzione dei cetacei si fosse svolta su un arco temporale di 15 milioni di anni. Il nuovo ritrovamento invece suggerisce che questo processo sia stato molto più breve: solo 4 milioni di anni. Inoltre, aggiunge Mörs, "appena apparvero cetacei completamente marini, si diffusero su tutto il pianeta, a dimostrazione del grande successo della loro conformazione”.

    La caccia alle balene
    Si è conclusa con un nulla di fatto la 62esima riunione della Commissione Baleniera Internazionale (IWC) ad Agadir, in Marocco. Nel corso dell'incontro si è discusso animatamente su alcune proposte che avrebbero permesso la caccia alle balene per fini commerciali, ma sotto la stretta regolamentazione della IWC e con quote che avrebbero ridotto il numero attuale di uccisioni dei cetacei. 
    "Alla fine, dopo tre anni di intense trattative con posizioni pressoché contrapposte, non si è arrivati ad alcun accordo", spiega Howard Rosenbaum, direttore dell'Ocean Giants Program della Wildlife Conservation Society, organizzazione non profit con base a New York.
    "Ora non è del tutto chiaro come si procederà. Nel frattempo, sembra che la situazione sia rimasta immutata", continua Rosenbaum, che è anche membro del comitato scientifico della IWC. 
    Questo vuol dire che i tre paesi cacciatori di balene (Giappone, Islanda e Norvegia) continueranno la caccia illegale o per cosiddetti "scopi scientifici". 
    Si stima che questi tre paesi abbiano ucciso più di 30.000 balene dall'inizio della moratoria del 1986 sulla caccia per fini commerciali.

    Non più un santuario?
    Nel corso della riunione di è parlato molto anche del Santuario dei cetacei dell'Oceano Antartico.
    Nel 1994, la IWC ha designato "Santuario dell'Oceano Antartico" una zona di 50 milioni di chilometri quadrati che circonda l'Antartide, con l'intento di interdire l'area alla caccia dei cetacei. Gran parte delle balene del mondo si alimentano in queste acque.
    Ma i giapponesi contestano la legalità del santuario e uccidono regolarmente le balene al suo interno, il che è costato loro una denuncia da parte dell'Australia della quale dovranno rispondere alla Corte Internazionale di Giustizia.
    I balenieri speravano di mantenere il diritto d'accesso al santuario, ma per le associazioni ambientaliste su questo punto non si tratta. 
    "Sappiamo che se le balene hanno accesso a territori in cui sono al sicuro dalla caccia le loro popolazioni possono riprendersi in maniera sostanziale proprio grazie a queste aree protette", dice Rosenbaum. 
    "Vogliamo che il santuario sia davvero protetto, affinché le balene siano al sicuro nei luoghi principali in cui si alimentano, come il santuario dell'Oceano Antartico, e negli altri habitat importanti dove, ad esempio, si riproducono".

    Il Giappone nel mirino
    Il Giappone resta il paese che uccide il maggior numero di balene per "scopi scientifici", anche se in realtà molte di quelle balene finiscono nei ristoranti o sulle tavole piuttosto che nei laboratori.
    Ad esempio, nel 2009, alcuni ricercatori della Oregon State University scoprirono che il "pesce" servito in un ristorante di sushi a Los Angeles proveniva da una balena uccisa durante una cosiddetta "caccia scientifica". 
    I balenieri giapponesi sostengono che la popolazione di cetacei riesce a sopportare i livelli attuali di uccisioni e che la scienza non dà prova che ci sia il bisogno immediato di vietare la caccia.
    Molti giapponesi credono anche che i sentimenti contrari alla caccia ai cetaci siano radicati nei pregiudizi culturali contro il Giappone.
    Shigeko Misaki, un ex-portavoce della Japan Whaling Association, ha detto nel 2008 che la campagna contro la caccia alle balene ha raggiunto toni eccessivi.
    "È quasi diventata una religione la convinzione che le balene siano l'unico simbolo dell'ecosistema marino", ha detto. "I fedeli di questa religione credono che tutti i giapponesi siano cattivi, perché noi uccidamo le balene".

     


  • Spunti di Riflessione:

    di L.D.F.
    1. Le balene sono discendenti di mammiferi che, anticamente vivevano sulla terraferma. Quali modifiche si sono verificate sui loro corpi per abituarle alla vita acquatica?
    2. Sapete quanto vivono mediamente le balene? Se non lo sapete informatevi.
    3. Le balene sono mammiferi e quindi hanno necessità di aria per sopravvivere. Perché gli scienziati le chiamano “respiratori coscienti”? Approfondite l’argomento.
    4. Tra le balene troviamo la balenottera azzurra, la balenottera comune, la balenottera boreale, la balenottera minore, la megattera e la balena franca australe. Qual è la più grande?
    5. A quale gruppo di balene, tra quelli citati nella domanda precedente, appartengono i tre cetacei coprotagonisti del film?
    6. Alla famiglia delle balene appartengono anche il capodoglio e l’orca considerata uno dei grandi predatori del mare. Cercate notizie su quest’ultimo mammifero acquatico?
    7. L’orca è un animale carnivoro e va a caccia di foche e di pinguini. A voi risulta che sia capace anche di attaccare altre balene?
    8. La maggior parte delle specie di grandi balene sono a rischio estinzione a causa della caccia cui sono sottoposte. Quali sono i paesi che non vogliono accettare un regolamento numerico nel cacciare questi grandi mammiferi marini?
    9. Per secoli le grandi balene sono state cacciate da molti popoli perché ogni parte del loro mastodontico corpo poteva essere sfruttato dall’uomo come la pelle e..… completate la frase.
    10. Nel 1988, tre grandi balene nel mare, prospiciente all’Alaska, vennero fatte prigioniere da ghiacci incombenti all’arrivo dell’inverno. Perché i tre cetacei non fecero in tempo ad allontanarsi da quelle acque?
    11. Adam Carlson è un giornalista che vive a Barrow, la città più a nord dell’Alaska. Ha deciso di andarsene quando lo ferma la storia delle balene imprigionate dal ghiaccio. E solo la possibilità di fare uno scoop giornalistico che spinge Adam a rimanere?
    12. Quanto conta nella decisione di Adam la presenza di Rachel la sua ex ragazza?
    13. Perché Rachel è coinvolta, più di altri, nel progetto di salvare le tre balene. Qual è il suo lavoro?
    14. Nell’aiutare Rachel e Adam arriva anche Nathan. Chi è Nathan e perché, cercando di salvare le balene, ritrova la propria identità e la propria cultura?
    15. Quando, dopo che anche la cittadina di Barrow, ha iniziato ad aiutare i nostri tre amici, loro si rendono conto che non riusciranno mai a farcela da soli?
    16. Qual è la prima azione che compie la popolazione locale per cercare di far sopravvivere le tre balene imprigionate?
    17. Come la notizia della tragedia che stava avvenendo nel mar dell’Alaska si sparse per il mondo?
    18. Sia l’allora capo dell’URSS, Mikhail Gorbaciov, sia il presidente degli Stati uniti Ronald Reagan, appena giunta la notizia si mossero in aiuto delle balene imprigionate. Quali furono i loro rispettivi interventi? 
    19. La vicenda delle tre balene imprigionate dai ghiacci si svolse nel periodo della cosiddetta “guerra fredda” tra USA e URSS. Cercate di approfondire l’argomento chiedendo notizie ai nonni, ai genitori o agli insegnanti.
    20. La “guerra fredda”, di cui parliamo nella domanda precedente si concluse un anno dopo nel 1989 con la caduta di un muro che divideva in due una città. In quale nazione è questa città, come si chiama e perché un muro la divideva?
    21. A contribuire alla salvezza delle balene fu soprattutto una rompighiaccio sovietico. Quale fu il suo compito e perché le navi da ghiaccio americane non  poterono intervenire?
    22. Perché due inventori del Minnesota, Greg Ferrian e suo cognato Rick Skluzacek, contribuirono a salvare le balene con un macchinario da loro creato? Qual era questo macchinario?
    23. La vicenda si svolse vicino a uno stretto che segna, con poco più di 90 km, la distanza minima tra Russia e America. Qual è il nome di questo stretto?
    24. Quale ruolo hanno avuto nel risolvere la vicenda hanno avuto nella realtà a) Cindy Lowry (Rachel), ambientalista che, dopo il salvataggio delle lene, ha curato il risanamento delle acque provocato da una fuoriuscita di petrolio della Exxon Valdez; b) Bonnie Mersinger, allora assistente esecutivo per gli affari del Gabinetto del Presidente Ronald Reagan (nel film il suo nome è Kelly Meyers); c) Tom Carroll (Scott Boyer), colonnello comandante di uno dei due principali battaglioni della Guardia nazionale dell’Alaska. Alla realtà si sono aggiunti, per la fantasia degli sceneggiatori, oltre Adam e Nathan, i personaggi interpretati nel film da Kristen Bell, Tim Blake Nelson e Ted Danson. Dopo aver scritto qual è la vostra opinione sui primi tre, cercate di riconoscere a quali degli ultimi tre attori sono stati affidati i personaggi di fantasia.
    25. Gli indigeni dell’Alaska sono stati effettivamente interpretati da nativi del luogo e sono: a) Malik, l’anziano saggio; b) Roy, il baleniere che porta avanti con Rachel la battaglia sulle antiche pratiche del suo popolo riguardo la caccia alle balene; c) Nathan, ossessionato dalla cultura occidentale che ritrova le sue antiche origini nel momento in cui lotta per il salvataggio dei cetacei (domanda n. 14) 
    26. Alla fine l’impresa si realizzò con la collaborazione di tutto il mondo. Ma quanti animali in realtà si salvarono?
    27. Il film è tratto da un libro di Thomas Rose, un giornalista che, nel 1989, ha vissuto direttamente l’esperienza e il titolo del volume è “Freeing the whales”. C’è, nella storia della letteratura, un altro libro famosissimo di Herman Melville che, scritto nel XIX secolo, narra di una sola grande balena bianca, “Moby Dick”. Se non ne avete notizie parlatene con i vostri nonni o i vostri genitori che l’avranno sicuramente letto e che ve ne narreranno la storia che è una storia di lotta e non di pace come quella del nostro film.
Letto 3745 volte

Video

Indice dei Film

I Più Visti negli ultimi 6 mesi

Il giovane favoloso (24 Set 2014)
Le Meraviglie (01 Mag 2014)
Gabrielle (20 Giu 2014)